DA MARZO 2009 A OGGI

Le immagine pubblicate in questo sito sono in ordine cronologico inverso. Partendo dall'ultima immagine realizzata, vanno a ritroso fino all'inizio del 2009 quando sono iniziate le prime riprese.

Molti oggetti sono stati ripresi in più occasioni, spesso con strumentazione diversa, pertanto, è possibile trovare lo stesso soggetto pubblicato più volte.

Ho scelto questo tipo di sequenza per dar modo, a chi vorrà, di ripercorrere tutta la mia attività, dagli inizi a oggi.

Buona visione.

Roberto

lunedì 13 luglio 2020

NGC6888 Crescent Nebula (Nébuleuse du Croissant) - Cygnus

Lainate, 13 Luglio 2020
NGC 6888 (nota anche come Nebulosa Crescente o con la sigla C 27) è una nebulosa diffusa visibile nella parte meridionale della costellazione del Cigno.
Si individua 2,5 gradi a sud-ovest della stella γ Cygni, subito ad ovest di un ricchissimo campo stellare, in cui sono inclusi oggetti come M29 e IC 4996. La parte più intensa della nebulosa si trova ad occidente, e forma un arco esteso più in declinazione che in ascensione retta; questa caratteristica ha fatto sì che la nebulosa fosse chiamata crescente, poiché presenta la "gobba" a ponente, come la Luna in fase crescente. Per individuarla occorre un telescopio, anche se di piccola apertura; un binocolo consente di intravederla appena in condizioni di cielo nitido.
La nube risplende per riflessione, a seguito dell'energia ricevuta durante l'esplosione della stessa supernova. Nel giro di pochi millenni si prevede che l'oggetto svanirà del tutto, disperdendosi nel mezzo interstellare. I gas della nebulosa appaiono centrati su una stella di Wolf-Rayet (HD 192163), che si trova ora al suo interno; questa stella sarebbe anche la responsabile della nebulosa, che costituirebbe il materiale degli strati più esterni della stella espulsi, che avrebbero poi colliso con altre nebulose creando così la forma che si osserva. Secondo altri studi si tratterebbe invece di un resto di supernova la cui stella progenitrice faceva parte del sistema di HD 192163. La nebulosa si estende nello spazio per una dimensione di circa 16 anni luce. (Wikipedia)

Sempre nella notte tra l'11 e il 12 Luglio, costretto a interrompere la ripresa su M17 e alla ricerca di una zona di cielo libera da nuvole, la scelta è caduta su questo resto di supernova, terminando la ripresa quando ormai stava facendo giorno.
H-alpha 7x20' bin1
Vixen VMC200L rid. f/6 - Moravian G2 8300 - Optolong 7nm filter - iOptron CEM60

M17 Omega Nebula (or Swan, Lobster, Horseshoe Nebula) Sagittarius

Lainate, 13 Luglio 2020
La Nebulosa Omega (nota anche come Nebulosa Cigno, Nebulosa Ferro di Cavallo, Nebulosa Aragosta o con le sigle di catalogo M 17 e NGC 6618) è una nebulosa a emissione, scoperta da de Chéseaux nel 1746 e riscoperta da Charles Messier nel 1764, situata nella costellazione del Sagittario.
Grazie alla sua luminosità, La Nebulosa Omega è piuttosto facile da localizzare: si trova infatti a 2° a sud-est della stella γ Scuti. si individua con discreta facilità anche con un binocolo 10x50 o anche più piccolo, se il cielo è buio e limpido: si mostra in questi strumenti come una macchia allungata; attraverso uno strumento da 114 mm, munito di un filtro UHC, rivela buona parte delle sue sfumature e dei suoi giochi di luce. A partire da 200 mm la visione è eccezionale, e conviene prendere una foto a lunga posa per catturare il colore rosato. (Wikipedia)
Questa è la seconda immagine ripresa nella notte tra l'11 e il 12 Luglio. Anche in questo caso, disturbato dalle nuvole, ho dovuto interrompere la ripresa, ma vista la luminosità del soggetto, già con 80 minuti il risultato è soddisfacente.
H-alpha 7nm - 4x20' bin1
Vixen VMC200L rid. f/6 - Moravian G2 8300 - Optolong Filter - iOptron CEM60

M5 Globular Cluster - Serpens Caput Constellation

Lainate, 12 Luglio 2020
Serata, quella di ieri, iniziata con buone aspettative, ma che nel corso della notte si è rivelata meno bella di quello che ci si poteva aspettare,
Varie velature di passaggio mi hanno costretto a interrompere le riprese, a volte anche cambiando soggetto alla ricerca di zone di cielo limpido.
In ogni caso la serata è iniziata con questo Ammasso Globulare nella Costellazione della Testa del Serpente.
LRGB: 60'15'15'15' (subs 5' - LUM bin1 - RGB bin2)
Vixen VMC200L rid. F/6 - Moravian G2 8300 - Optolong Filters - iOptron CEM60

giovedì 9 luglio 2020

Pillars of Creation in The Eagle Nebula (M16)- Serpens Cauda

Lainate, 9 Luglio 2020
Il nome "Pilastri della Creazione" si riferisce ad una fotografia ripresa dal telescopio spaziale Hubble di colonne di gas interstellare e polveri visibili nella Nebulosa Aquila; è stata scattata il 1º aprile 1995 e viene considerata come una delle dieci migliori fotografie scattate dall'Hubble.
Queste immagini hanno aumentato notevolmente il nostro livello di comprensione dei processi di formazione stellare in atto all'interno della nebulosa. Si pensa che le sue aree oscure siano associate a protostelle o comunque ad oggetti stellari giovani. La struttura a "pilastri" ricorda altre strutture simili, come quella della grande area di formazione stellare in Cassiopea nota con la designazione W5 e soprannominata "Montagne della Creazione".
La Nebulosa Aquila (nota anche come M 16 o NGC 6611) è una grande regione H II visibile nella costellazione della Coda del Serpente; è formata da un giovane ammasso aperto di stelle associato ad una nebulosa a emissione composta da idrogeno ionizzato, catalogata come IC 4703.
La sua distanza è sempre stata relativamente incerta, ma si tende ad accettare un valore di circa 7000 anni luce dalla Terra, ponendola così nella zona media del Braccio del Sagittario; contiene alcune formazioni estremamente conosciute, come i Pilastri della Creazione, le lunghe colonne di gas oscuro originate dall'azione del vento stellare delle componenti dell'ammasso centrale e che sono responsabili anche del nome proprio della nebulosa stessa, a causa della loro forma. In esse sono presenti alcuni oggetti stellari giovani, che testimoniano che i processi di formazione stellare sono tuttora in atto, anche se non è chiaro se questi siano favoriti od osteggiati dall'azione del vento stellare delle stelle vicine, né è chiaro se il vento effettivamente influisca in qualche maniera su questi fenomeni. L'ammasso è composto da un gran numero di supergiganti blu molto calde e brillanti; la loro età tipica è di appena 2-3 milioni di anni, cioè meno di un millesimo dell'età del nostro Sole; la stella più brillante dell'ammasso è di magnitudine 8,24 ben visibile anche con un binocolo.
La nebulosa è nota fin dal Settecento ed è uno degli oggetti più noti fra quelli del Catalogo di Messier; si rivela con facilità nelle fotografie ed è dunque un buon soggetto per gli appassionati dell'astrofotografia amatoriale. (wikipedia)

Dopo le divagazioni vacanziere con DSLR, Comete e Luna, sono tornato alle mie solite riprese al telescopio.
In questo caso si tratta di un narrow band Ha_SIIHaOIII ripreso la scorsa notte con Vixen VMC200L ridotto a f/6, Moravian G2 8300 con filtri Optolong su iOptron CEM60
H-alpha 6x20' binning1
SII e OIII 3x15' binning2

Gibbosa calante

Lainate, 9 Luglio 2020
Verso le 5 del mattino, quando il cielo ormai stava schiarendo, prima di chiudere la postazione, ho fatto una sessantina di scatti da 0.001 secondi con Moravian G2 8300 - VMC200L ridotto a f/6 e filtro h-alpha. Tradotti gli scatti in un filmato AVI ho poi eseguito lo stack con AutoStakkert

Comet C/2020 F3 Neowise



Lainate, 9 Luglio 2020
Come altre centinaia di persone, questa notte, anch'io mi sono cimentato nella ripresa di questa spettacolare cometa.
Purtroppo non ho l'orizzonte libero, ma fortunatamente uscendo in strada sono riuscito a trovare uno spazio tra le case che mi hanno consentito di osservarla col binocolo e quindi provare a scattare qualche immagine con Eos 4000D e zoom 18-200 Tamron (10 secondi a 200mm) e semplice cavalletto.

lunedì 6 luglio 2020

Congiunzione Luna - Giove - Saturno del 5/7/2020

Lainate, 6 Luglio 2020
Piccolo contributo fotografico della congiunzione di ieri sera tra la Luna, Giove (in alto) e Saturno (a sinistra).
Combinazione HDR di 3 scatti con diversi tempi di esposizione, Canon EOS 4000D e Tamron 18-200